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Immobile abbraccia Torre Annunziata

13 Ago Immobile abbraccia Torre Annunziata

Doveva essere una cerimonia informale, si è trasformata in una festa.

L’amore di Torre Annunziata per Ciro Immobile ha oltrepassato ogni limite, compreso quello delle regole di distanziamento sociale a causa del coronavirus. Centinaia di persone fin dal primo pomeriggio si sono accalcate presso i cancelli degli uffici comunali di Rovigliano per cercare di strappare un sorriso, un autografo e una foto al bomber fresco di Scarpa D’Oro e capocannoniere della serie A.

Con estrema disponibilità e umiltà, il campione di Torre Annunziata ha scelto di stare tra la gente, lasciandosi fotografare dinanzi alla targa di GiancarloSiani nell’aula consiliare e rilasciando autografi e fotografie con la gente del posto, dimostrando gratitudine verso coloro i quali lo hanno sostenuto a distanza.

Seppure con la maglia della Lazio, lontano 250 km dalla sua città natale, lui non ha dimenticato le sue origini. Più di 10 anni fa un altro Ciro (Ferrara, ndr) aveva visto in lui quelle doti da bomber che allora sfoggiava con leggerezza e concretezza a Sorrento. “Non dimentico da dove sono venuto e il quartiere in cui sono cresciuto. Qui, insieme a me, c’era anche Donnarumma. Sono contento che anche lui stia contribuendo a scrivere delle belle pagine in serie A, portando in alto il nome di Torre Annunziata”.

E a chi gli chiede se si senta più lui in imbarazzo o chi lo precede negli anni addietro nella classifica della Scarpa d’Oro (Ronaldo, Messi e Suarez solo per citarne alcuni, ndr) lui risponde con grande tranquillità: “Forse sembrerà strano più a loro vedere il mio nome accanto al loro”.

Tanti i doni che Ciro da Torre Annunziata ha ricevuto: dall’opera in pixel art di Francesco Agnello, artista di origini torresi residente a Parigi; alla stampa su tela di un affresco presente agli Scavi di Oplonti, fino ad una maglia del Savoia con il numero 36, il numero di gol con i quali ha eguagliato il record di gol in una stagione in serie A, che prima apparteneva a Gonzalo Higuain. E lui ha ricambiato ringraziando “la gente di Torre Annunziata che non mi ha mai fatto sentire troppo la lontananza da casa mia”, portando in dono la sua maglia, quella con cui ha scritto – e continuerà a scrivere – una delle più belle pagine del calcio moderno. Un calcio made in Torre Annunziata.

Fonte: Lo strillone

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